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Con la diffusione sempre più capillare degli impianti fotovoltaici in Italia, è diventato necessario aggiornare le linee guida di prevenzione incendi. I Vigili del Fuoco hanno stabilito nuove prescrizioni per la progettazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti, con particolare attenzione agli edifici civili, industriali e pubblici.
L’obiettivo principale è ridurre i rischi di incendio e garantire la sicurezza delle persone, delle strutture e delle squadre di soccorso.
Ambito di applicazione
Le linee guida si applicano agli impianti fotovoltaici con tensione nominale in corrente continua fino a 1500 V, installati su edifici civili, industriali, commerciali e rurali, comprese pergole, tettoie e pensiline.
Sono esclusi dal campo di applicazione:
- impianti a terra non collegati a edifici,
- impianti plug & play,
- sistemi sotto gli 800 W,
- impianti agrivoltaici distanti più di 100 m da edifici soggetti a controlli antincendio.
Obiettivi di sicurezza
Le nuove regole mirano a:
- ridurre la probabilità di innesco di incendi,
- limitare la propagazione delle fiamme sia dall’interno che dall’esterno,
- garantire l’evacuazione sicura degli occupanti,
- permettere l’intervento agevole dei Vigili del Fuoco,
- proteggere beni e ambiente.
Prescrizioni per la progettazione e l’installazione
La progettazione deve seguire la regola dell’arte e rispettare le normative CEI. Tra le prescrizioni principali:
- utilizzo di pannelli certificati CEI EN IEC 61730-1 e 61730-2,
- installazione degli inverter su superfici incombustibili o con barriere protettive EI 30,
- compartimentazione dei cavi e protezione in attraversamento delle pareti tagliafuoco,
- posizionamento dei pannelli a distanze di sicurezza da lucernari, camini, sistemi di ventilazione, vie di esodo e compartimentazioni verticali,
- predisposizione di sezionatori di emergenza in punti accessibili e segnalati.
Per edifici civili alti più di 12 metri, gli impianti integrati (BIPV) o applicati (BAPV) devono rispettare ulteriori requisiti di resistenza e reazione al fuoco.
Misure specifiche per diverse tipologie di installazione
- Tetti e coperture (BAPV): i pannelli devono essere posati su superfici incombustibili o su strati protettivi resistenti al fuoco.
- Facciate: vietata l’installazione diretta sopra aperture senza protezioni; previsti elementi orizzontali incombustibili come barriera.
- Integrazione architettonica (BIPV): i moduli devono rispettare sia le norme elettriche CEI che quelle edilizie antincendio.
- Pergole, pensiline e tettoie: i pannelli devono avere almeno classe B-s2,d0 di reazione al fuoco.
- Balaustre fotovoltaiche: richiesti moduli classificati almeno B-s2,d0.
Manutenzione e verifiche
Le attività di manutenzione devono essere annotate in un registro dedicato, con controlli periodici su:
- eventuali danni ai moduli,
- fenomeni di surriscaldamento o condensa,
- sostituzione di componenti,
- pulizia e monitoraggio continuo,
- verifiche biennali sul rischio incendio e sugli elementi critici come giunzioni e sistemi di serraggio.
Sono inoltre consigliate ispezioni termografiche periodiche per individuare anomalie invisibili a occhio nudo.
Procedimenti amministrativi
L’installazione o modifica sostanziale di un impianto in edifici soggetti a controllo antincendio richiede:
- Valutazione del progetto per attività di categoria B e C,
- Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) per attività di categoria A o modifiche non aggravanti.
Conformità dei moduli Duowatt alle nuove normative antincendio
I pannelli fotovoltaici distribuiti da Duowatt rispettano pienamente le più recenti linee guida del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in materia di prevenzione incendi per impianti fotovoltaici .
In particolare, i moduli sono certificati:
- secondo la EN 13501-1 almeno in classe E per la reazione al fuoco;
- secondo una delle classi Broof (T1–T4) della EN 13501-5 per la resistenza ai tetti esposti a incendio esterno.
A livello tecnico, queste certificazioni hanno corrispondenze con i test al fuoco previsti dalla IEC 61730.
⚠️ È importante sottolineare che la sola certificazione IEC 61730 non è sufficiente: i moduli Duowatt hanno superato anche il test MST23, prova di reazione al fuoco non obbligatoria nella normativa europea, raggiungendo preferibilmente la classe A, garanzia ulteriore di sicurezza e affidabilità.
Perché queste certificazioni sono fondamentali
Le nuove linee guida antincendio non si limitano a un requisito burocratico, ma rispondono a esigenze concrete di sicurezza.
- EN 13501-1 valuta il comportamento del pannello in caso di incendio, classificando la capacità di reazione al fuoco (produzione di fumo, gocce incandescenti, ecc.). Un modulo almeno in classe E garantisce che il materiale non favorisca la propagazione della fiamma.
- EN 13501-5 (Broof T1–T4) certifica la resistenza delle coperture ai fuochi esterni, come la caduta di braci o scintille. La conformità a questa norma è essenziale soprattutto per impianti su tetti industriali o civili.
- La IEC 61730 rimane un riferimento internazionale, ma riguarda soprattutto la sicurezza elettrica e meccanica. Per questo motivo, la sola conformità a questa norma non basta più a garantire una protezione adeguata dal rischio incendio.
- Il test MST23, se superato con esito positivo (preferibilmente in classe A), rappresenta una garanzia ulteriore: simula condizioni estreme di esposizione al fuoco, fornendo un livello di sicurezza superiore rispetto ai minimi richiesti.
In questo modo, chi installa moduli certificati secondo queste prove può contare su una protezione completa, non solo a livello normativo ma anche pratico, riducendo i rischi di propagazione dell’incendio all’edificio e aumentando la sicurezza per persone e beni.

I vantaggi concreti per chi sceglie moduli certificati
Per progettisti, installatori e clienti finali, disporre di pannelli già conformi alle nuove normative antincendio significa:
- Maggiore sicurezza per persone e beni: il rischio di propagazione di incendi viene drasticamente ridotto, proteggendo edifici e occupanti.
- Serenità nei rapporti con i Vigili del Fuoco: gli impianti fotovoltaici con moduli certificati semplificano le pratiche autorizzative e i controlli, evitando contestazioni o richieste di adeguamenti successivi.
- Riduzione dei costi indiretti: un impianto sicuro abbassa il rischio di danni, fermi macchina o perdite di produzione dovuti a incidenti.
- Valore aggiunto per aziende e privati: la conformità alle norme più recenti rappresenta un elemento distintivo in termini di qualità e affidabilità, anche in ottica di rivendita o valorizzazione dell’immobile.
Scegliere moduli già certificati significa quindi risparmiare tempo e problemi, ottenendo al contempo il massimo livello di protezione e affidabilità.
Cosa è cambiato rispetto al passato
Le nuove linee guida hanno alzato l’asticella dei requisiti di sicurezza. Se prima bastava una certificazione di base, oggi è richiesto un livello di conformità molto più severo.
Ecco un confronto semplificato:
| Prima | Adesso |
|---|---|
| Certificazione IEC 61730 (sicurezza elettrica e meccanica) | IEC 61730 + EN 13501-1 (classe E minima) + EN 13501-5 (classe Broof T1–T4) |
| Nessun obbligo di prove aggiuntive di reazione al fuoco | Richiesto anche il test MST23 (preferibilmente in classe A) |
| Requisiti minimi validi a livello europeo ma spesso considerati generici | Allineamento alle linee guida dei Vigili del Fuoco italiani, con prescrizioni specifiche per installazioni su tetti, facciate e pensiline |
Oggi non basta più rispettare la sola norma internazionale IEC 61730, ma serve dimostrare una resistenza concreta al fuoco sia dei moduli che delle coperture.
Buone pratiche per installazione e manutenzione
Oltre al rispetto delle certificazioni, è fondamentale applicare alcune regole pratiche che le linee guida antincendio mettono in evidenza:
- Distanze di sicurezza: i pannelli devono essere suddivisi in gruppi (massimo 20 metri per lato) separati da corridoi liberi di almeno 2 metri, con 1 metro di margine lungo i bordi delle coperture.
- Ventilazione corretta: inverter e componenti elettronici vanno installati in aree ben aerate, evitando locali chiusi o sovraffollati. Nei casi critici è necessario prevedere sistemi di raffreddamento o estrazione dell’aria.
- Accessibilità per i soccorritori: lasciare spazi liberi vicino a lucernari, finestre e vie di esodo; i pannelli non devono mai ostacolare i sistemi di evacuazione fumi e calore (EFC).
- Controlli periodici: oltre alle verifiche elettriche di legge, è consigliata un’ispezione termografica ogni due anni per individuare eventuali hotspot, microfratture o ombreggiamenti anomali.
- Registro di manutenzione: ogni intervento deve essere annotato, inclusi revamping, sostituzioni di moduli o inverter, e attività di pulizia programmata.
Seguire queste pratiche significa non solo rispettare la normativa, ma anche garantire all’impianto una maggiore affidabilità e durata nel tempo.
La visione di Duowatt
In Duowatt crediamo che la transizione energetica non sia soltanto una questione tecnologica, ma soprattutto di affidabilità e sicurezza. Per questo investiamo costantemente nella ricerca di soluzioni certificate, anticipando le normative e offrendo ai nostri partner pannelli che garantiscono non solo efficienza energetica, ma anche massima protezione contro il rischio di incendio.
Il nostro obiettivo è mettere a disposizione di progettisti, installatori e clienti finali prodotti che semplifichino il lavoro quotidiano, riducano la burocrazia e assicurino un funzionamento stabile nel tempo. In questo modo, ogni impianto fotovoltaico installato con moduli Duowatt diventa un investimento sicuro, sostenibile e di valore per la collettività.
Conclusione
Le nuove regole dei Vigili del Fuoco rappresentano un passo fondamentale per garantire la sicurezza degli impianti fotovoltaici. Seguire queste linee guida significa non solo rispettare la normativa, ma anche tutelare persone, strutture e ambiente, contribuendo allo sviluppo sicuro e sostenibile dell’energia solare in Italia.
Domande frequenti
Le nuove linee guida nascono per aumentare la sicurezza di edifici e persone, riducendo il rischio di propagazione di incendi legati ai moduli e ai sistemi di accumulo.
Oltre all’IEC 61730, servono la EN 13501-1 (classe E minima), la EN 13501-5 (classe Broof T1–T4) e il superamento del test MST23 di reazione al fuoco.
Sì, riguardano edifici civili, industriali, commerciali e pubblici, incluse pergole, tettoie e pensiline collegate. Sono esclusi solo impianti a terra, plug & play e sotto gli 800 W.
Si rischia di non superare i controlli dei Vigili del Fuoco, con possibili blocchi autorizzativi e maggiori responsabilità in caso di incidenti.
Oltre ai controlli ordinari previsti per l’impianto elettrico, è raccomandata un’ispezione termografica almeno ogni due anni, con registrazione degli interventi in un apposito registro.
